50 anni di ombre sulla morte di John Fitzgerald Kennedy – 22 novembre 1963 / 22 novembre 2013

50 anni di ombre sulla morte di John Fitzgerald Kennedy – 22 novembre 1963 / 22 novembre 2013

 

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John Fitzgerald Kennedy, o più comunemente JFK, nacque a Brookline, il 29 maggio 1917, morì a Dallas, il 22 novembre 1963, fu un politico statunitense, e il 35º Presidente degli Stati Uniti, primo presidente di religione cattolica. I suoi discorsi, che lo aiutarono a conquistare il popolo americano, si ispirarono al pensiero dell’italiano Gaetano Salvemini e furono trascritti da Arthur Schlesinger Jr.

Sono ormai passati 50 anni dal suo assassinio e la mia idea in merito è considerata strampalata e complottistica. Faccio parte di una sparuta minoranza, convinta che la fine del 35° Presidente americano avvenne per mano del governo ombra (NWO) che in quegli anni, si stava impossessando delle più importanti e sensibili poltrone degli Stati Uniti d’America per poi allungare i tentacoli su quelle europee.

Kennedy cercò di allertare il suo popolo, con uno dei più importanti discorsi, nel quale si percepisce la una richiesta di aiuto e unità. Gli Stati Uniti secondo quanto disse Kennedy, erano un paese contrario alle “procedure segrete” ad “associazioni segrete” a “giuramenti segreti” tutt’altro rispetto all’attuale situazione negli USA dove, le confraternite sono all’ordine del giorno e lo stato a quanto pare sembra essere controllato da società segrete.

 

JFK sentiva evidentemente che la sua presidenza era vicinissima al termine, avvisò anche sua moglie ma non servì a salvargli la vita, ed il 22 Novembre del 1963 i suoi timori divennero realtà.

Zapruder film (animated GIF) 

Non mi soffermo a ricordare chi lo uccise, né quanti colpi vennero sparati per eliminarlo, preferisco ricordare il motivo per cui, secondo me, JFK  venne assassinato. Egli non era a favore dell’invasione di Cuba, né della guerra in Vietnam, sognava di diminuire il potere dei servizi segreti (che forse organizzarono il suo assassinio) e desiderava una moneta, il dollaro, che appartenesse al popolo e non ad una banca centrale la Federal Reserve – banca privata attuando l’ordine esecutivo 11110. Motivazioni importanti per non togliere di mezzo JFK , vitali per chi ancora oggi, sta globalizzando il pianeta e desidera liberalizzare ma controllare l’economia nella sua totalità.

Anche noi europei ci siamo accorti che il progetto divenuto realtà negli USA, quello di una moneta unica e controllata da una sola banca, è lo stesso che si sta compiendo in Europa con l’euro, ed anche in questo caso, la moneta non ci appartiene, le banconote appartengono ad una banca, la BCE, che le “presta” al cittadino europeo che ne fa uso. La differenza tra le due banche centrali è l’impossibilità per la BCE di stampare moneta, ma questo probabilmente è stato deciso a tavolino, per consentire un più facile indebolimento degli stati europei con il “gioco della crisi”.

JFK  nella sua presidenza cercò spesso di mediare con la diplomazia situazioni altamente complesse, rispetto ad altri suoi successori, quali – Nixon, Reagan  e i Bush.
Questi ultimi già negli anni ’50, avevano un importante membro della loro famiglia nel Senato, Prescott Bush, ex banchiere, che probabilmente sponsorizzò la crescita politica di suo figlio George Herbert Walker Bush (1° Guerra del Golfo) che fu a sua volta il grande sponsor del figlio, George Walker Bush, che si trovò, durante la sua presidenza a fronteggiare quella che per molti è la più grande bufala del ventesimo secolo (probabilmente dopo quella mondiale dei cambiamenti climatici): l’attacco al cuore degli Stati Uniti dell’11 settembre 2001, che giustificò poi la guerra in Afghanistan e il seguente attacco all’Iraq con la 2°guerra del Golfo.

Il governo ombra o NWO (Nuovo Ordine Mondiale) iniziò a mostrarsi in TV negli anni 90.

A differenza dei suoi successori JFK  fu molto amato dal suo popolo e probabilmente ancora di più dopo la sua morte, in quanto il popolo americano iniziò a rendersi conto che sarebbe stato molto difficile avere un capo di stato con le sue caratteristiche, che avrebbe lavorato per il benessere del paese e non per soddisfare le lobbies

La morte di JFK  non aprì in quel tragico frangente gli occhi al popolo americano, ne a quello europeo. Quanto oggi subiamo sussiste per un mancato risveglio, solo quando questo avverrà, come disse Kennedy “l’uomo sarà ciò per cui era nato…libero e indipendente”.

 

 

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