Innalzato un muro al Brennero, sono gli agricoltori italiani a tutela del made in Italy

Non  è una nuova opera in stile TAV, neanche il ponte sullo stretto, è più semplicemente un muro umano di agricoltori intenzionato a tutelare e salvaguardare le proprie aziende e il made in Italy.

La dura legge della globalizzazione selvaggia e del libero mercato dettato anche dall’ingresso in Europa, ha portato dal 2007  ad oggi, al fallimento di oltre 140 mila aziende agricole, diminuendo non solo la qualità dei prodotti nostrani ma anche il famigerato PIL di cui sempre si parla. Del resto se non si lavora non si produce, se non si produce non si mangia, se non si mangia significa che nessuno compra prodotti e questo vuol dire che il paese è in fallimento.

Il presidente della Coldiretti Moncalvo, spiega a Radio Capital che è il momento di smascherare quei prodotti che arrivano da origini incerte, per poi divenire magicamente made in Italy una volta varcati i confini. La battaglia per tutelare il made in Italy è partita dal basso, sono gli stessi agricoltori a bloccare la frontiera del Brennero, per smascherare quanto accade ormai da anni.

Il consumatore finale deve assolutamente conoscere la provenienza di quei prodotti che vengono spacciati per italiani.

Un po’ di numeri secondo l’associazione, nell’ultimo anno sono scomparsi/e:

  • 32.500 stalle ed aziende agricole
  • 36000 occupati nelle campagne
  • 615000 maiali

l’Italia produce il 70% dei prodotti alimentari che consuma mentre importa: il 40% di latte e carne, 50% del grano tenero destinato al pane, 40% del grano duro destinato alla pasta, 20% del mais, e l’80% di soia.

Le importazioni di prodotti agroalimentari dall’estero sono aumentate di un preoccupate 22%. Un breve ma interessante elenco di prodotti che un tempo erano il fiore all’occhiello del paese, mentre negli ultimi anni vengono importati con delle percentuali aumentate in maniera vertiginosa

  • carne di maiale +16%
  • cereali +45%
  • il grano +24%
  • riso +49%
  • latte +26%
  • frutta e verdura, +33%
  • pomodoro fresco +59%

Dove sono finiti i nostri prodotti? E’ giusto che un paese fallisca solo perché è necessaria un’Europa unita? E’ normale che un solo stato, la Germania ordini  a tutti gli altri cosa debbano fare? Chi avrebbe dovuto controllare e tutelare la produttività del nostro paese? Dove sono tutti i soldi (oltre 300 miliardi di euro) versati dalla BCE alle nostre banche, al modico interesse dell’1%  mai reinvestiti se non per ricomprare il nostro debito pubblico? Si preferisce investire però, miliardi di euro sugli aerei F35 o nella TAV anzichè salvare o aiutare le imprese italiane

Il 9 Dicembre, partirà un movimento non violento che tenterà di bloccare l’Italia da nord a sud, per portare all’attenzione del governo e dei cittadini, le difficoltà che oggi la parte produttiva del paese sta incontrando. L’italiano fino ad oggi è riuscito a sopravvivere, ma quando strade e autostrade iniziano a riempirsi di cittadini, probabilmente significa che la spia della riserva si è accesa. I governanti ad oggi ciechi e sordi, inizino ad aprire gli occhi e le orecchie prodigiosamente perché forse, è il momento di alzare la voce in Europa prima che si capitoli.

 

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