Incidenti chimici al London City Airport, in un aereo della British Airways e la Sindrome Aerotossica

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La Brexit non sta portando fortuna al Regno Unito.

In pochi giorni due problemi chimici hanno spinto all’evacuazione il London City Airport e al dirottamento in Canada del volo BA Volo 286, in rotta da San Francisco a Londra per fumi in cabina.

In entrambi i casi, i passeggeri ancora oggi, non sanno cosa hanno respirato, cosa li ha fatti tossire portandoli ad un malessere diffuso.

Ultimamente, in ambiente aeronautico, si parla anche di sindrome aerotossica.

Sembra che ogni anno un pilota muore a bordo del suo aereo:

…I passeggeri non vengono a saperlo, perché il co-pilota termina il volo e gli assistenti si comportano con il pubblico come se nulla fosse. L’unico obbligo che ha la compagnia è di informare le autorità di controllo dell’aeroporto, così si evita di rendere pubbliche notizie che potrebbero generare imbarazzo. Solo dopo l’atterraggio e l’uscita di tutti i passeggeri il personale medico presente all’aeroporto può salire a bordo. Bordoni racconta di undici episodi di piloti colti da malore dal 2001 a oggi, solo considerando i voli di linea… (IlGiornale.it)

Quindi abbiamo piloti che mentre spostano centinaia di persone volando sopra le nostre teste, perdono la vita per particolari intossicazioni sconosciute, di cui nessuno parla, ma che almeno dal 2001 si sono intensificate, cioè da quando, ad esempio, il governo italiano ha firmato un accordo sul clima con il governo USA.

Sicuramente molti di voi continuano a pensare che le scie chimiche non esistano, ma permettetemi di dire che, rispetto a 15 anni fa, nei cieli di mezzo mondo qualcosa di strano avviene. Anche un bambino si accorge che il cielo viene velato, il sole nascosto dai fumi (volete chiamarli di scarico?) che rilasciano aerei di linea e fatto ancora più strano oggi, per quei piloti deceduti è stata inventata una nuova malattia la “sindrome aerotossica” la cui causa è aver inalato aria (contaminata?) in cabina (fonte RaiNews)

Si spera vivamente, che queste tre situazioni non debbano essere accomunate alla geoingegneria necessaria al controllo climatico che, per poter essere attuata, ha necessità di aeroporti e di aerei.

Detto ciò, i punti interrogativi ai quali le istituzioni devono dare risposta sono molti, per la sicurezza della popolazione viaggiante e non.

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